QUALCOSA RIMANE
terra amore e cartastraccia
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Fotografie
Fotografia 20x30 su pannello fotografico KAPAFIX 5mm
110.-
Libro
QUALCOSA RIMANE terra amore e cartastraccia
scrivere a info@silvanarodriguez.ch
68 pp - Formato A4
Solo spedizione

Parole che accompagnano
Possente ingegnoso animale
che tra comodi sentieri arrampico la catena
che trovo la cima poi libero le voglie
che mutuano in montagna
che sotterra la pioggia
scendo la vetta raschio e mi fondo
sono zampe e radici
che in sogno grido e corro
hai schivato anche l'eco
che sbatte e ribatte
ti lascio spensierato
a digiuno dalla bellezza
che cieca e vagante risuona
morirà alla battigia
l'onda come l'acqua
con la virtù dell'illusione
di essere stata bella
finché carta resta carta
mi guardi amato
scelgo un'immagine
poi nudo muoio ogni sera
nostra è la pioggia che batte senza catene
aria che mi cibava che ti cimenta
terra di semi e di ossa
mani senz'olio sbarrano
per chi sa del futuro
fame della stessa erba in fila
non sapevo fossi sorda
resta fermo
sarò a piedi nudi al ritmo delle bestie
le tue scarpe strette a lacci tesi
avvertiranno il rombo di combattenti a suonare la libertà
pettini fruste trecce e briglie
e poi tre zoccoli
eri come un cavallo per me
orizzonti curvi per prede poi predatori
non si può sempre vincere mi dicevano
trema la terra non i miei piedi
governo e proteggo centimetri di carta
finché non piove sarò padrone
il mio sasso che abito
che scuoio sviscero che disosso
per un quasi nato e un quasi morto
mi ostino
impacciato sfilavo schiavo delle idee
ne servivano due a riempire mattoni
capelli corti capelli lunghi
sguardo gobbo
bastone
disteso supino
cade il rumore
d'amore interrotto
catene ingranaggi
muri d'acciaio
dentro
fiori recisi
fiumi fermi
ricci chiusi
scarpe che non lasciano impronte
annego nel desiderio di una guerra
fuori e dentro
perderemo anche la Luna
seducimi e lasciati guardare
ma non preporti non sei manco piena
ma inverti la forza ritira la spuma
ma rispetta me e l'oltremare
ma desisti che alla Terra ci penso io
impugno la forza di un pastrocchio
che cancelli muri con radici di quercia
non lasciarne traccia che sia magia
poi un altro muro
matite indelebili che scrivono di cenere
di forni che fondono forni
di gomme di brace che disegnano futuri
che le fondamenta son mobili
lo sanno anche i bambini
da capo
troppi alberi vendo ombra
da capo
manca aria compro energia
da capo
spazi furibondi come quando escono dalle righe
usa il retro del foglio
poi spegni le luci
compro tempo a buon mercato
buca lo spazio e le maree senza ingorghi
alza palazzi di posteggi e autostrade per le vette
rottamati
gioco a carte
per far passare
il tempo
tre sedie senza nome
da mani di un bisnonno
di un paese in cui una madre
ha dato tre bambini.
Senza gravità ne un cappello
fluttuiamo
allineati
tra mondi
senza desideri.
Che era questa la vita?
Osserva il lampo senza contare la distanza
vedrai l'anima ribelle
perché il nostro tuono è silenzioso
ma più forte del rumore del mondo.
Siedo per terra
che giro con la Luna attorno
e attorno al Sole
pane che pulisce bocche
che dipinto di grazia baratta idee
per un figlio
senza briciole.